Il software libero
Tutto ebbe inizio al laoratorio di intelligenza artificiale del MIT (Massachusetts Institute of Tecnology), quando Richard M. Stallman
si trovo a dover risolvere un problema nella stampante dell’ufficio. Allora (anni ‘70) esisteva la consuetudine tra Geek (esperti nell’area dell’informatica e non solo) di scambiarsi le proprie scoperte secondo una ideologia di sviluppo che potesse mettere in condizione tutti di poter contribuire attivamente. Nel caso della stampante Xerox non fu cosi: ovunque RMS (come gli piace essere chiamato Stallman) si rivolgesse, non gli venivano fornite le informazioni necessarie per risolvere il problema causato dalla stampante. Questo era inconcepibile per Stallman, che si chiedeva: perche’ non mi permettono di collaborare allo sviluppo e alla risoluzione di problemi di un loro prodotto, tra l’altro a costo zero? La verita’ era che all’inizio degli anni ‘80 si stava facendo avanti una nuova mentalita’ che mirava a creare un buisness attorno allo sviluppo dell’informatica. Cosi una alla volta le persone che lavoravano per lo sviluppo libero vennero assoldate da grosse imprese che seguivano un modello di sviluppo chiuso. Il fenomeno si diffuse e nacque cosi quella che oggi e’ considerata la via tradizionale nello sviluppo del software e i grandi colossi che realizzano software proprietario. Non tutti erano pero’ daccordo con questa politica, primo fra tutti Richard Stallman. Rendendosi conto dell’impossibilita’ di non fare utilizzo di software proprietario, inizio’ a sviluppare un sistema operativo tutto suo: GNU (acronimo ricorsivo di Gnu is Not Unix), a partire da un editor di testo emacs, fino ad arrivare al compilatore per C/C++ gcc. L’opera pero’ di maggiore importanza che realizzo’ fu la licenza di distribuzione software General Public License (Licenza Pubblica Generica), che scrisse con l’aiuto di vari avvocati, e che divento’ l’infrastruttura legale che tutela e garantisce quello che viene definito come software libero. L’idea che sta alla base della Licenza GPL e’ che il software, cosi come il pensiero e la parola, siano i mattoni per la crescita culturale della comunita’, per questo il software deve disporre delle seguenti 4 liberta’ fondamentali:La liberta’ di eseguire il programma, per qualsiasi scopo. Imporre restrizioni sull’uso del Software, in termini di tempo (”periodo di prova di 30 giorni”, “la licenza scade il 1 Gennaio 2004″), di scopo (”il permesso e’ accordato per usi di ricerca o non commerciali”), o di area geografica (”non puo’ essere usato nel paese X”) rende un programma non libero. La liberta’ di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessita’. Anche imporre restrizioni di fatto o di diritto sulla comprensione o la modifica di un programma, ad esempio richiedendo l’acquisto di licenze speciali o la firma di un “Non-Disclosure-Agreement” (NDA) o, per i linguaggi di programmazione che sono rappresentabili in piu’ forme, vietando l’accesso al mezzo piu’ naturale per comprendere o modificare un programma (”codice sorgente”), lo rende proprietario (non libero). Senza la liberta’ di modificare un programma, la gente sarebbe alla merce’ di un singolo fornitore.La liberta’ di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo. Il software puo’ essere copiato e distribuito praticamente senza costi: se non si ha il permesso di dare un programma a qualcuno che ne ha bisogno (anche dietro pagamento, se lo si vuole), il programma non e’ libero. La liberta’ di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunita’ ne tragga beneficio. Nessuno e’ un bravo programmatore in tutti i campi, qualcuno non sa programmare del tutto. Questa liberta’ permette a chi non ha il tempo o le capacita’ per risolvere un problema di accedere indirettamente alla liberta’ di modifica. Anche questo pua’ avvenire dietro un compenso.E’ grazie alla GPL che il software libero e il suo modello di sviluppo si diffuse. Questa licenza permetteva a persone, anche di continenti diversi, di collaborare fra loro per lo sviluppo delle applicazioni, con risultati molto spesso notevolmente migliori di quelli che si ricavavano da una singola azienda.&(il seguente testo e’ liberamente tratto dal sito: http://www.freesoftwarealliance.it/Software_Libero.9.0.html
